Nei primi 10 minuti Leonardo venticinquenne ottiene successo con la macchina del volo mentre, in realtà, l’esperimento è avvenuto quando Leonardo aveva 54 anni da Monte Ceceri e cioè esattamente dalla parte opposta a quella che vediamo nel film.
Dopo una mezz’ora impugna due spade e sfida le guardie.
Cinque minuti dopo si viene a sapere che suo padre lo odia.
Troppo spesso, pensando a chi non c’è più, ci focalizziamo sul vuoto che ha lasciato, ma questo è un modo molto egoistico di vivere la perdita.
Per una volta, invece di pensare a cosa non ho più, voglio provare a pensare a cosa ho avuto.
Mi hai insegnato il valore dell’amicizia e quanto è povero chi non sa cosa sia, mi hai insegnato che reagire è importante ma che perdonare si può, mi hai insegnato che la lealtà viene ricordata e ti ripaga sempre, mi hai insegnato che le nostre idee vanno sempre difese anche se rasentano l’utopia, mi hai insegnato che sognare ti fa vivere e che se smetti sei finito, mi hai insegnato che bisogna guardare sempre avanti, anche se non puoi sapere cosa ti capiterà domani, mi hai insegnato che la curiosità fa girare il mondo e che chi ha il paraocchi andrà poco lontano, mi hai insegnato che tutti gli uomini sono uguali, ma che la differenza va protetta, mi hai insegnato ad aver cura dell’ambiente, perché non l’ho ricevuto in eredità da chi è passato prima, ma é un prestito da chi arriverà dopo, mi hai insegnato che la sincerità spesso fa male ma che occultare la verità fa male di più, mi hai insegnato che c’è sempre qualcuno che ha bisogno di qualcosa e magari è qualcosa che posso dargli io, mi hai insegnato che la pazienza è un bene prezioso e che quindi va dispensata in abbondanza, mi hai insegnato che chi sta zitto non è detto che non abbia niente da dire, mi hai insegnato che diventare adulti non vuol dire dover nascondere i propri sentimenti, mi hai insegnato che la poesia è presente anche nella vita di tutti i giorni, mi hai insegnato ad accontentarmi di quello che ho senza smettere di desiderare di più ed infine, senza volerlo davvero, mi hai dovuto insegnare quanto è difficile fare a meno di te.
Questa è solo una piccola parte di tutto quello che ho imparato da te ma scusami se ti dico che l’ultimo insegnamento è arrivato troppo presto e che ancora non riesco ad adattarmi.
Buona festa, Babbo.
Vi ricordate quel 18 Aprile? Perché è da lì che tutto è cominciato, da quando i Partigiani, primi artefici della liberazione dell’Italia dal fascismo, hanno deciso che sì, era giusto votare, perché la democrazia era importante, facendo in modo che si costituisse la Repubblica. Il nostro primo passo verso l’abisso è stato proprio quello. Ah, quanto meglio saremmo stati se i Partigiani avessero deciso di instaurare una dittatura…
E poi un giorno un omino prende un pallone aerostatico, si butta da 39000 metri ed infrange il muro del suono in caduta libera… Ecco cosa possiamo fare, ecco di cosa è capace l’uomo, perché sprechiamo il nostro tempo e le nostre forze in inutili conflitti? Grazie Felix, lassù con te hai portato un pezzettino di ognuno di noi.
Noi a Firenze, e si sa, ci s’ha la spocchia. Siamo un popolo pungente e canzonatore, ironico e beffardo.
Basti ricordare che il 17 Febbraio del 1530, mentre Firenze era sotto assedio da parte delle truppe di Carlo V, venne giocata una partita di Calcio Storico Fiorentino in piazza Santa Croce così, tanto per prendere in giro l’assediatore.
Quindi, caro marchionne (no, il maiuscolo non te lo meriti), se i nostri antenati giocavano a pallone sotto le cannonate, cosa vuoi che ci importi dei tuoi blandi e stupidi attacchi?
Continua a fare la tua vita ignorando che un decimo del patrimonio artistico mondiale è custodito in questa piccola e povera città.
E ringrazia anche che il Granducato di Toscana è stato il primo Stato al mondo ad abolire la pena di morte; perché con il tuo sproloquio la pena capitale ci sarebbe stata proprio bene.